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Hafez
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Il canzoniere (mwbqmwbgDivān) di Ḥāfeẓ - il cui nome significa "Colui che sa recitare a memoria il Corano" - è un celebre classico della mwbwletteratura persiana. Nei suoi mwcaghazal, che la gente più semplice adopera come oracolo (aprendo il libro a caso per leggerne due versi alla volta), si combinano toni diversi, di solito ma non sempre esattamente definiti mwcqerotici e mwcgmistici, e temi che spaziano da un supposto mwcwedonismo al mwdapanegirismo. I temi principali delle sue 500 mwdqghazal sono l'mwdgamore; la celebrazione del mwdwvino e dell'mweaubriachezza; la messa a nudo dell'mweqipocrisia di coloro che si autodefiniscono guardiani, giudici ed esempi di rettitudine mwegmorale. Adattamenti, imitazioni e traduzioni delle poesie di Ḥāfeẓ sono state pubblicate in tutte le lingue più diffuse.
La vita e le opere di Ḥāfeẓ sono state oggetto di analisi, commentari e interpretazioni, e hanno influenzato in modo determinante la mwfapoetica persiana successiva al mwfqXIV secolo.cite-ref-ei-hafez-i-1-0[1]cite-ref-2[2] La sua influenza nella vita dei Persiani è testimoniata dal frequente uso dei suoi poemi nella mwhgmusica tradizionale persiana, nelle arti visuali e nella mwhwcalligrafia persiana, e dal mwiafāl-e hāfez (in persiano: فال حافظmwiq ; in italiano: mwig«lettura di Ḥāfeẓ»), una forma di mwiwdivinazione che consiste nell'apertura a caso delle pagine del canzoniere per trarre dai versi poetici la risposta a proprie domande.
A Shiraz si trova il mwjqmausoleo che contiene la sua mwjgtomba: realizzato su progetto dell'mwjwarchitetto mwkafrancese mwkqAndré Godard, risale al mwkg1935cite-ref-3[3] ed è un luogo di rilevante interesse mwlwturistico.
Contents
• Poetica
• Fama
• Opere
• Note
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Biografia
«Quant’è bella Shiraz, al mondo non ha pari!
Preservala, mio Dio, da tutte le sciagure!
Scorra, scorra per sempre questo ruscello nostro,
che fa, con le sue acque, senza fine la vita.
Fra i sereni abitati e le liete radure
uno zefiro fresco che dell’ambra ha il profumo.
Vieni a Shiraz, tra la sua gente cerca,
così perfetta, grazie celestiali.»
(Hafez, Canzoniere, 279)
Hāfez nacque a mwpqShiraz tra il mwpg1317 e il mwpw1325 in un periodo in cui la città era sottomessa alla signoria del principe mwqaingiuide mwqqsunnita Abu Ishaq Inju, mwqwvassallo dei mwraMongoli e protettore dei poeti. A seguito di una sfortunata impresa bellica, il mwrqmecenate fu sconfitto e fatto giustiziare dal principe Mobarez al-Din Kirmani, un personaggio descritto come un uomo ascetico e bigotto che fece chiudere le taverne e altri luoghi malfamati di Shiraz - un provvedimento lamentato dal poeta nei suoi componimenti - inaugurando un periodo di austerità di costumi. Successivamente, Hāfez ottenne la protezione del principe e poeta Shah Shoja', figlio gaudente del precedente monarca, da lui stesso spodestato e fatto accecare. Il poeta registra indirettamente anche questo avvenimento, gioendo per la riapertura delle taverne della città decretata dal nuovo signore.
Hāfez frequentò soprattutto l'ambiente della corte di Shiraz, città da cui pare si sia allontanato solo per un breve periodo, forse a causa di screzi e incomprensioni con Shah Shoja'. Forse tentò pure di imbarcarsi per l'mwsqIndia, ma secondo fonti tradizionali una tempesta nel porto lo convinse a rinunciare al viaggio. Nella sua poesia si vanta di essere ben noto anche fuori dei territori persiani, dall'mwsgIraq al mwswBengala, un probabile indizio del fatto che egli godeva di grande fama mentre era ancora in vita. Frequentò altresì gli ambienti religiosi, e in vari componimenti d'occasione (soprattutto mwtain mortem) tessé l'elogio di mwtqqadi, dottori e esponenti delle gerarchie religiose della città.
Controversa è la questione del suo rapporto con l'ambiente delle mwtwconfraternite sufi: benché egli amasse presentarsi, nel canzoniere, con un'identità sufi, queste confraternite sono, spesso e volentieri, "bacchettate" nelle poesie per loro ipocrisia o malaffare.
Forse insegnò materie religiose nella locale mwuqmadrasa. In ogni caso, egli mostra nei suoi versi una straordinaria cultura religiosa, attestata peraltro dallo stesso mwugmwuwnom de plume - Hāfez - che significa mwva«colui che ha memorizzato [il Corano]». Morì a Shiraz nel mwvq1389 o mwvg1390. Nel 1935 è stata eretta la mwvwtomba di Hafez ad opera dell'architetto francese mwwaAndré Godard.
Poetica
I suoi circa 500 mwzgpoemi lirici ( mwzwmwaaghazal ) sono notissimi in tutti i paesi dell'ecumene persiana, fatti oggetto di studio da numerosi commentatori e spesso appresi a memoria anche dalla gente più umile e meno istruita. Il suo mwaqmwagDivāncite-ref-4[4], aperto a caso, è usato ancor oggi come popolare libro di mwbwdivinazione.
Hāfez nei suoi componimenti canta il vino, le gioie e le pene amorose; ma soprattutto egli canta le grazie di un misterioso e innominato mwcq"amico" (talora presentato nelle mwcgmaschere di un bel coppiere, di un mwcwmago zoroastriano, di un "turco predone", ma anche in quelle dell'mwdaassassino, del mwdqmedico, del mwdggiocatore di polo ecc.) che tipicamente mostra crudeltà e indifferenza nei confronti della lauda incessante del poeta-amante, risultando in sostanza inafferrabile.
Quanto Hāfez si riferisse a un amore terreno o a uno divino (mistico) è oggetto di controversia tra gli studiosi. Friedrich Rueckert, in versi spesso citati, esaltò la miracolosa capacità di Hāfez di parlare del mwea"Sensibile" attraverso il mweq"Sovrasensibile" e viceversa; la critica autoctona, che tende a ridurre gli aspetti trasgressivi e anomistici (vino, mwegamore omoerotico) della poesia di Hāfez, accentuandone la lettura in chiave mwewsimbolica e mwfamisticheggiante, gli assegnò significativamente il titolo di mwfq«lingua dell'Invisibile» (mwfg«lisān al-ghayb»). Oggi - almeno tra gli studiosi occidentali - è tuttavia prevalente una lettura in chiave mwfwpanegiristica: l'amico cantato sarebbe spesso una sorta di controfigura del principe mecenate di turno. Tra gli studiosi italiani, tuttavia, Giovanni D'Erme, pur sottolineando i forti legami del poeta persiano con il proprio vissuto, ne pone pure in evidenza le forti somiglianze con il codice sapienziale dei mwgatrovatori mwgqprovenzali e degli mwggstilnovisti mwgwitaliani. Per esempio, alla mwha«Belle Dame sans Merci»cite-ref-5[5] dei primi - simbolo di un'inafferrabile mwiqConoscenza definitiva - andrebbe accostato decisamente l'Amico da lui cantato. Alla base di queste somiglianze possono essere posti sia gli ovvi influssi spiegati dal finitimo mwigal-Andalus musulmano, sia l'intensa circolazione delle idee che caratterizzò il mwiwMedioevo e che permise la diffusione su ampie aree di duraturi mwjastilemi letterari.
Fama
In mwjwOccidente, fu conosciuto all'inizio attraverso la traduzione integrale del mwkaDivan compiuta da mwkqJoseph von Hammer-Purgstall (mwkg1812-mwkw1813). Fra i maggiori estimatori di Hāfez vi furono, in mwlaGermania, il poeta mwlqFriedrich Rueckert, altro suo rinomato traduttore, e soprattutto mwlgGoethe che si ispirò al poeta persiano nella composizione del celebre mwlw"mwmaWest-östlicher Divan"; il poeta e filosofo americano mwmqRalph Waldo Emerson ebbe modo di conoscerlo attraverso traduzioni tedesche, e una testimonianza del suo entusiasmo è presente nei mwmg"Persian Essays".
In Italia fu studiato inizialmente dal pioniere dell'mwnairanistica italiana, mwnqItalo Pizzi, che tradusse alcune decine di componimenti di Hāfez nella parte mwngantologica della sua monumentale mwnw"Storia della poesia persiana" (2 volumi, del mwoa1884). La prima traduzione antologica contemporanea è dovuta all'iranista Carlo Saccone, dell'mwoqUniversità di Bologna (mwog1998); altre versioni dei soli mwowghazal sono dovute a mwpaGiovanni Maria D'Erme, dell'mwpqUniversità di Napoli "L'Orientale" (mwpg2004-mwpw2008) e a Stefano Pellò, con Gianroberto Scarcia dell'mwqaUniversità di Venezia (mwqq2005). Nel 2011 con la pubblicazione contemporanea di altri due volumi mwqgVino, efebi e apostasia e mwqwCanzoni d'amore e di taverna, Carlo Saccone ha fornito la prima traduzione integrale (mwraghazal, mwrqqasidé, quartine, poesie strofiche, frammenti e poesie d'occasione) in una lingua europea del Canzoniere hafeziano.
Il mwrwmanoscritto intitolato mwsa"Ghazāliyyāt" (mwsqRaccolta di ghazal), conservato in mwsgTagikistan, è stato incluso dall'mwswUNESCO, nel mwta2003, assieme a mwtq"Kulliyyāt" di mwtgUbayde Zākāni, nel programma di tutela archivistica intitolato mwtwmwuaMemoria del mondo.
Opere
Traduzioni italiane
• Hāfez, mwvqIl libro del coppiere, a cura di C. Saccone, Luni, Milano-Trento 1998 (nuova ed. Carocci, Roma 2003); mwvgVino, efebi e apostasia, a cura di C. Saccone, Carocci, Roma 2001; mwvwCanzoni d'amore e di taverna, a cura di C. Saccone, Carocci, Roma 2011
• Hāfez, mwwqCanzoniere, traduzione e commento a cura di Giovanni M. D'Erme, tre volumi, Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", Napoli 2004-2008
• Hāfez, mwwwCanzoniere, a cura di S. Pellò e mwxaG. Scarcia, Milano, Ariele 2005
• Hāfez, mwxgOttanta canzoni, a cura di S. Pellò, Torino, Einaudi, 2008.
• Hāfez, mwyaLe quartine (con testo persiano e arabo), a cura di S. Salzani, La Finestra editrice, Lavis, 2013.
• mwygDomenico Ingenito, "La carne dell’Angelo e il corpo del vino: versioni dalle canzoni persiane di Hafez di Sciraz," Nuovi Argomenti, edizione elettronica., su nuoviargomenti.net.
Note
cite-note-ei-hafez-i-11. ↑ «Ḥāfeẓ» (in: mw0qEncyclopedia Iranica), edizione a cura di Ehsan Yarshater, mw0gI. An overview
cite-note-22. ↑ mw1gHafiz and the Place of Iranian Culture in the World, lettura inaugurale di mw1wAga Khan III alla mw2aIran Society di mw2qLondra, 9 novembre, 1936.
cite-note-44. ↑ Il mw4qdivan o mw4gmw4wdiwan è una collezione di lavori poetici tipica della mw5aletteratura araba e mw5qpersiana, analoga ai mw5gcanzonieri della mw5wletteratura romanza.
cite-note-55. ↑ mw6wmw7aLa Belle Dame sans Merci è il titolo di una mw7qballata di mw7gJohn Keats che ripropone, rivisitati in chiave mw7wromantica, i temi centrali dell'mw8aamor cortese presenti nella poesia trobadorica.
Bibliografia
Sulla letteratura persiana medievale
• E.G. Browne, mw9qLiterary History of Persia. (Quattro volumi, 2.256 pagine), 1998. ISBN 0-7007-0406-X
• Jan Rypka, mw-aHistory of Iranian Literature, Reidel Publishing Company, 1968. ISBN 90-277-0143-1
• A.J. Arberry, mw-wClassical Persian Literature, London 1958
• mw-qA. Pagliaro-mw-gA. Bausani, mw-wLa letteratura persiana, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968
• A. M. Piemontese, mwaqeStoria della letteratura persiana, 2 voll.,< Fratelli Fabbri, Milano 1970
• C. Saccone, mwaqmStoria tematica della letteratura persiana classica. vol. I: mwaqqViaggi e visioni di re sufi profeti, Luni, Milano-Trento 1999; vol.II: mwaquIl maestro sufi e la bella cristiana. Poetica della perversione nella Persia medievale, Carocci, Roma 2005; vol. III: mwaqyIl re dei belli, il re del mondo. Teologia del potere e della bellezza nella poesia persiana medievale, Aracne, Roma 2014
Traduzioni di Hāfez in italiano
• Hâfez, mwaqoCanzoniere, a cura di Stefano Pellò e mwaqsGianroberto Scarcia, Ariele Ed., Milano 2005
• Hâfez, mwaq0Vino efebi e apostasia. Poesia d’infamia e perdizione nella Persia medievale, a cura di C. Saccone, Carocci, Roma 2011
• Hâfez, mwaq8Canzoni d’amore e di taverna, mwaranel Trecento alla corte di Shiraz, a cura di C. Saccone, Carocci, Roma 2011
• Hâfez, mwariIl Coppiere di Dio, a cura di C. Saccone, Centro Essad Bey - Amazon IP, Seattle 2019 (prima ed. 1998, Luni Ed.)
• mwarqGiovanni Maria D'Erme, mwaruHâfez di Širāz. Canzoniere, introduzione, traduzione e commento, 3 voll., Napoli, Università di Napoli "L'Orientale", 2004, 2007 e 2008
Articoli e contributi su Hāfez in italiano
• AA.VV., mwarkConvegno internazionale sulla poesia di Hafez, Ed. Accademia dei Lincei, Roma 1978
• A. Bausani, mwarsIl pazzo sacro nell'islam, Luni, Milano-Trento 2000
• C. Saccone, mwar0Il maestro sufi e la bella cristiana, Carocci, Milano 2005
• J.C. Buergel, mwar8Il discorso è nave, il significato un mare. Saggi sull'amore e il viaggio nella poesia persiana medievale, Carocci, Roma 2006
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Collegamenti esterni
• citerefsapere-itHāfiz, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Ḥāfeẓ, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Hafez, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
• citerefmlolOpere di Hafez, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Hafez, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Hafez, su LibriVox.
• citerefgoodreads(EN) Hafez, su Goodreads.
• (EN) Spartiti o libretti di Hafez, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
• (EN) Hafez / Khājeh Shams-od-Dīn Moḥammad Ḥāfeẓ-e Shīrāzī, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• mwasy(PEO) Shams al-Din Mohammad Hafez di Sciraz (tradotto da Domenico Ingenito), Ascolta, o cuore dalle facili illusioni, su lellovoce.altervista.org. URL consultato il 24 dicembre 2021 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2013).
• mwasgViktor Ullmann, "Das Liederbuch des Hafis / Il libro canto di Hafiz" ARBOS - Società per Musica e Teatro, su dailymotion.com.
• mwasoPoeti persiani: Hafez Shirazi, su italian.irib.ir. URL consultato il 19 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2013).